Inizia domani il concorso ippico nazionale A6* al Circolo Ippico Regno Verde di Narni, un evento del tutto particolare sulla scena del salto ostacoli italiano per varie ragioni.
La prima, la più importante: questa manifestazione ricorda un uomo, Franco Quondam, scomparso il 14 agosto 2018, padre del cavaliere, istruttore e tecnico Gianluca Quondam. Un rapporto forte e intenso, quello che ha unito padre e figlio vicendevolmente: ecco perché Gianluca otto anni fa ha pensato di dedicare un evento speciale a Franco nel centro ippico di famiglia – tra i tanti lì organizzati durante l’anno – cioè il Circolo Ippico Regno Verde. Nasce così il Memorial Franco Quondam.
La seconda ragione che rende del tutto peculiare questo concorso è l’idea nata nel 2022 dalla mente vulcanica di Gianluca Quondam (il quale, non dimentichiamo, è anche il direttore sportivo dello Csio di Roma: persona che quindi vede le cose con una prospettiva di ben ampio respiro… ): una gara a tempo riservata a chiunque vinca almeno una categoria tra quelle proposte dal Memorial dalla B100 alla C145, divisa in tre sezioni – 110, 120, 130 – ma con classifica unica e un’autovettura in palio.
«La Best of Winners è una prova che abbiamo inventato noi e che si fa solo a Narni e solo durante il Memorial Franco Quondam», racconta Gianluca Quondam. «È una gara ambita da tutti, molto spettacolare, con un tifo impressionante, caratterizzata da un clima di festosità e di amicizia. Un’atmosfera particolare, bella, che al giorno d’oggi non si vede tanto spesso. È la magia di questa gara, ma direi proprio la magia dell’intero concorso».
Una magia che nasce anche dal tributo alla memoria di una persona particolare…
«Certamente. Il Memorial Franco Quondam è ormai un appuntamento consolidato nel calendario di tutti i cavalieri. Basti pensare che ogni anno c’è il record di partecipanti al Gran Premio: nel 2025 ben 62 cavalli, numero che a Narni per un Gran Premio nazionale non avevamo mai visto».
Pensa di trasformarlo in un concorso internazionale prima o poi?
«No, direi di no. Prima di tutto perché uno Csi in questo momento dell’anno non attira molti cavalieri stranieri: e spostarlo di data non avrebbe alcun senso poiché lo spirito del concorso è quello di vivere nel periodo in cui mio padre è mancato, non in febbraio o in ottobre, cosa che snaturerebbe il significato di fondo. In secondo luogo il format del concorso piace molto così com’è, senza dimenticare che permette anche ai ragazzini di vivere da protagonisti all’interno di un clima e di un’atmosfera per loro non molto comuni. Ovviamente ogni anno cerchiamo di migliorare sotto il profilo dei premi, della programmazione e in tutti i settori in cui è possibile crescere, ma come tipologia di concorso rimaniamo così».
Domani inizia l’ottava edizione: sensazioni?
«Forse sarò un po’ fatalista, ma… abbiamo avuto un caldo torrido fino all’altro giorno e adesso come per magia la temperatura è scesa di dieci gradi. C’è qualcuno che ci pensa da lassù in cielo? Io penso proprio di sì!».
























