In uno scatto apparentemente uguale a mille che potrebbero essere stati fatti da altrettanti turisti, è impossibile non cogliere quella sottile ironia che anima – da sempre – la cultura equestre britannica. Fatta di consapevolezza, esperienza, accettazione e rispetto della natura altrui. Specie se sono cavalli.
La riflessione è stimolata dal cartello pulito e ordinato, quasi un quadro, in cui si legge semplicemente: ‘Attenzione, i cavalli potrebbero scalciare o mordere. Grazie’
Potrebbero… Secondo la grammatica inglese, in questa forma, il verbo modale ‘may’ indicherebbe una possibilità del 50%…
E proprio dietro a quel verbo usato in maniera gentile, ci sono animali vivi, compagni di lavoro. Che nel loro ‘impiego di rappresentanza’ spesso vengono fatti oggetto di coccole non desiderate. Grattini e carezze che alla fine della giornata, moltiplicate per centinaia, diventano una sorta di tortura a dispetto delle buonissime intenzioni di chi li ha elargiti.
E giorno dopo giorno, anche i cavalli più docili imparano a mostrare il proprio disappunto. Molti si arrendono, altri invece fanno capire all’ennesimo turista che non era il caso.
Probabilmente anche il soldato di piantone, se ogni turista che passa gli desse una pacca sulla spalla, finirebbe per avere un cartello tutto suo. Ma questa sarebbe un’altra storia…






















