Dove si corre? A Treviso!

Scopriamo il Sant’Artemio, uno degli ippodromi italiani più multifunzionali che ha ospitato tutte le tipologie di corse di cavalli: trotto, galoppo in piano e siepi, ma anche concorsi ippici di salto ostacoli

Questa foto, risalente agli anni’70, ritrae una sezione dell’Ippodromo Sant’Artemio di Treviso, un’area dedicata allo svolgimento di concorsi di salto ostacoli

Bologna, mercoledì 15 maggio 2024 – L’ippodromo Sant’Artemio di Treviso è una delle strutture ippiche più importanti del Veneto e dell’Italia settentrionale. Situato a pochi chilometri dal centro storico della città, vanta una lunga tradizione nel mondo delle corse, sia al trotto che al galoppo. Fondato nel 1901, l’ippodromo è immerso in un contesto naturale di grande bellezza, circondato da verdeggianti paesaggi rurali, ma con infrastrutture moderne ed una pista di trotto di 1.000 metri, le sue tribune capienti e un’area dedicata ai bambini, oltre a diversi punti di ristoro rendono l’esperienza della visita piacevole per tutta la famiglia.

L’ippodromo di Treviso non è solo ippica ma anche un centro di aggregazione culturale e sociale che ospita numerosi eventi che attraggono pubblico da tutta la regione.Il Sant’Artemio fu di fatto inaugurato nel 1914, chiuso a causa della guerra iniziata l’anno seguente, fu poi riaperto fino alla seconda guerra mondiale. Distrutto e ricostruito per merito del conte Gen. Matteo Persico e di Mario Zava che diedero vita alla Società Trevigiana Corse Cavalli, divenuta poi una SpA ed ora la società Nordestippodromi, Treviso ha ospitato grandi nomi del galoppo come Gianfranco Dettori, padre del grande Frankie, Alduino Botti, Umberto Rispoli prima di trasferirsi in USA.

Nell’ostacolismo che in Italia si appoggia nella stagione invernale su Pisa, da dicembre a febbraio, Treviso emerge a marzo e novembre ovvero prima e dopo l’ampia e rinomata parentesi di Merano. Nonostante quest’anno i convegni di galoppo a Treviso abbiano avuto un montepremi ridotto ai minimi termini, questo ippodromo è spesso un punto di transito per le trasferte al Maia Bassa di Merano, soprattutto per allenatori e fantini provenienti dall’est dell’Europa. Anche nel trotto la pista grande di Treviso attira trainer e guidatori dall’est.

Questo ippodromo ha grande appeal per i gentlemen riders e le amazzoni, per i quali si organizzano alcune corse in piano, da non dimenticare la grande tradizione delle siepi, steeple e cross per i quali Treviso ha avuto una scuola prestigiosa non solo per gli allievi fantini ma anche per associazioni di Ufficiali di cavalleria, forze armate e carabinieri. Il colore biancoceleste del Circolo Ippico Trevigiano ha trionfato tra gli anni ’50 e ’60 per ben tre volte nella classifica italiana dei gentlemen riders con tante vittorie anche in ostacoli grazie a Borsato, Giustiniani e Deriu per citarne alcuni.

Le scuole di equitazione per le corse sono purtroppo qui sparite tristemente in linea con il “cancellamento” nel panorama nazionale di ippodromi come Torino, Monza, Novi Ligure, Tor di Quinto e recentemente Grosseto, e di conseguenza anche le corse siepi sono sparite in impianti come Varese, Napoli, Firenze, Roma Capannelle, anche Cesena ne ospitava, e ora Milano. Anche se il futuro rimane ancora incerto su molti temi dell’ippica è giusto celebrare e ricordare luoghi dove grandi uomini appassionati di cavalli hanno fatto crescere realtà come l’ippodromo Sant’Artemio di Treviso.

Qui l’home page di Nordest Ippodromi S.p.A, la società che ha in gestione gli ippodromi di Treviso, Ferrara e Trieste