Milano, un mese alla rinascita

Ormai ci siamo, tra un mese il trotto milanese ripartirà da una nuova sede, di grande impatto storico e culturale come l’ippodromo di San Siro di galoppo, al cui interno è stata inserita la nuova pista per i trotter

Una panoramica dell'impianto di San Siro con la nuova pista del trotto inserita all'interno del tracciato del galoppo

Bologna, lunedì 10 giugno 2024 – Prima di celebrare quello che a luglio sarà il debutto di una nuova struttura che si preannuncia innovativa e tecnicamente all’avanguardia, non si può non fare un passo indietro e ricordare quello che nell’immaginario di molti appassionati e nella memoria degli addetti ai lavori era il “tempio delle corse”: il trotter di Via dei Piccolomini, affiancato allo storico stadio di calcio di San Siro. Una struttura unica che ha visto combattere Tornese, Crevalcore, il grande Delfo, Wayne Eden e Indro Park, consacrando Varenne che subì lì anche la sconfitta da Jackhammer, arrivando all’ultima triste battaglia di Nautica Wise famosa come vincitrice dell’ultima corsa qui disputata con in sulky Roberto Andreghetti. Quella sera finì di certo un’epoca, ci fu un cambio di generazione, il tempio che vide nascere fuoriclasse come Pietro Gubellini che giovanissimo vinse con Antwerp Hanover l’Orsi Mangelli e iniziò il decollo di una carriera strepitosa, dopo quella fredda sera del dicembre 2012 non si videro più volare i fogli dei giornali con le prestazioni dei cavalli, ora quasi tutto in digitale, non si sentì più il rumore dei gessi sulle lavagne dei picchetti a bordo campo ora rimpiazzati dalle “quote fisse”, così come quell’inebriante scoppiettare dei seggiolini a molla delle tribune che saltavano come pop corn in cottura e che annunciavano l’ingresso in retta dei cavalli con la tribuna tutta in piedi…

Inaugurato nel 1925, l’impianto ha cessato l’attività da più di 10 anni, lasciando il trotto milanese alla struttura de “La Maura” che da pista di allenamento è stata trasformata in un piccolo gioiello funzionale e tecnicamente molto efficiente proprio in attesa del trasferimento nell’ippodromo di galoppo ormai imminente. La differenza drasticamente evidente è stata resa meno traumatica dalla professionalità di persone che hanno curato con grande passione ed impegno questo trasferimento rendendo il periodo di transizione a La Maura una pagina dove l’ippica ha retto tutti gli eventi degli ultimi dieci anni: digitalizzazione del gioco, calo di pubblico, Covid e disinteresse mediatico. Ebbene sì, il trotto milanese è rimasto vivo, colpito duramente, ma vitale grazie anche alla tenacia e al lavoro all’interno de La Maura di figure come il responsabile tecnico Fabrizio Procino che continuerà ora nella nuova sede di San Siro.

In occasione del Gran Premio Oaks Italia di galoppo abbiamo visitato in esclusiva la nuova struttura e la pista, vedendo le novità e il lavoro ormai giunto al termine e pronto per la stagione estiva. La torretta dell’arrivo spostata ma mantenuta integra nello stile è vicino al grande tabellone luminoso, la pista con anello di 1000 metri presenta due accessi per le partenze coi nastri, ampia e luminosa presenta curve più strette con pendenza 11% rispetto alla struttura de La Maura, la visibilità è buona nonostante la vicinanza del pubblico non sia più a ridosso della pista. Un fondo perfetto che ha superato i vari test ed è già stato provato con i cavalli da Massimiliano Castaldo che ne ha dato ottimo parere. L’appuntamento è dunque 11 luglio con l’apertura ufficiale della stagione dove molti appassionati potranno di nuovo vivere le emozioni delle corse in una location unica.


Cristian Micheli
Cristian Micheli