Landknecht e la vita di Bruno Chimirri

Ci ha lasciato oggi all’età di 31 anni il cavallo con il quale il campione azzurro ha spiccato il volo verso la sua grande carriera internazionale formando uno dei più forti binomi azzurri dei primi anni Duemila

Bruno Chimirri su Landknecht (ph. Paolo Biroldi)

Bologna, venerdì 1 marzo 2024 – Qualunque cavaliere del mondo di qualunque livello sia – internazionale, nazionale, professionista, amatore, giovane o vecchio… – nella sua carriera sportiva e agonistica incontra prima o poi il cavallo della vita. Il cavallo che ricorderà per sempre. E non è detto che debba essere il cavallo con il quale si è vinto di più o con il quale si sono vinte le cose più importanti, o quello con il quale si passano le ore in box o in paddock a godersi il reciproco rapporto, o quello costato di più, o quello costato di meno, o quello nato in casa o nato fuori… Ogni cavaliere ha il proprio cavallo della vita per il motivo che riguarda solo ed esclusivamente la relazione con lui e soltanto con lui.

Per Bruno Chimirri il cavallo della vita è Landknecht. Cavallo con il quale il campione azzurro ha vinto, certo, con il quale ha affrontato gare importantissime, certo… Ma il motivo per cui Landknecht è il cavallo della vita di Bruno Chimirri è perché lui, questo baio figlio di Landwind II x Triton nato nel 1993 (olandese Kwpn), ha dato a Bruno la possibilità di valorizzare tutte le sue formidabili qualità di cavaliere facendo il decisivo ‘scatto’ verso la dimensione internazionale ai massimi livelli. Landknecht per Bruno Chimirri è stato la boa attorno alla quale virare per poi prendere la massima velocità possibile in mare aperto. Landknecht è il cavallo che ha permesso a Bruno Chimirri di far vedere chi fosse davvero Bruno Chimirri…

Come spesso accade nelle storie di uomini e cavalli, anche quella di Bruno Chimirri e Landknecht nasce in modo imprevedibile. Grazie a una donna, nel caso specifico: l’amazzone francese Blandine Roux. Bruno e Blandine si conoscono, si innamorano, si uniscono nella vita (nel 2003 nascerà Elisa, nel 2005 Edoardo). Lei nel 2001 monta due cavalli importanti: Australe e Landknecht. Ma mentre con Australe forma un binomio praticamente perfetto e infallibile (dal 1997 al 1999 oro, bronzo e argento a squadre nel Campionato d’Europa young rider di salto ostacoli con la Francia… !), con Landknecht c’è qualche difficoltà in più: lui è cavallo difficile, caldo, delicato negli equilibri e mentalmente impetuoso… Così nasce l’idea: Bruno, perché non provi a montarlo tu?

Nasce l’idea e nasce anche uno dei binomi più forti per l’Italia dei primi anni del Duemila. Bruno è il cavaliere perfetto per Landknecht, e Landknecht si rivela il cavallo perfetto per il Bruno di quel momento. Insieme sono fuoco allo stato puro, ma anche ghiaccio inscalfibile. Funziona tutto alla perfezione. E così dopo i primi concorsi insieme nel 2001, arriva quel 2002 che vedrà il binomio protagonista di uno dei successi più belli e importanti del salto ostacoli azzurro di sempre: la squadra guidata da Duccio Bartalucci e Hans Horn vince la finale mondiale di Coppa delle Nazioni a Donaueschingen schierando – oltre a Bruno Chimirri e Landknecht – Gianni Govoni e Havinia, Vincenzo Chimirri e Defi Platière, Jerry Smit e Jamiro. Un trionfo che regala emozioni inebrianti e stordenti…

Purtroppo però la mala sorte è dietro l’angolo. Un leggero infortunio di Landknecht nega a Bruno Chimirri la partecipazione al Campionato del Mondo di Jerez de la Frontera 2002, ma il 2003 ancora una volta a Donaueschingen regala un’altra grande gioia: Bruno Chimirri su Landknecht, Massimo Grossato su Elkintot, Roberto Arioldi su Dime de la Cour e Vincenzo Chimirri su Rosa VIII compongono l’Italia che classificandosi al 6° posto nel Campionato d’Europa conquista la qualificazione alle Olimpiadi di Atene 2004 (a tutt’oggi l’unica conquistata dall’Italia da che esiste l’obbligo di qualifica, cioè dal 1996): ad Atene la stessa squadra – con la sola sostituzione di Massimo Grossato ed Elkintot con Juan Carlos Garcia e Albin III – conquista il 7° posto su sedici rappresentative in gara.

Il 2005 è l’anno di un altro momento indimenticabile. Bruno Chimirri e Landknecht compongono la squadra azzurra che conquista il miglior risultato mai ottenuto dall’Italia fino ad allora in un Campionato d’Europa: accade ‘in casa’, a San Patrignano, con il 4° posto finale, firmato anche da Juan Carlos Garcia e Albin, Andrea Heroldt e Nanta, Jerry Smit e Nadir di San Patrignano.

L’ultimo anno di competizioni di alto livello per Landknecht è il 2007. Poi per lui ci sarà una bella e serena pensione nei verdi paddock delle scuderie francesi di Blandine Roux, dove oggi questo grande campione alla bella età di 31 anni ha completato il suo cammino terreno. Bruno e Blandine nel frattempo hanno sciolto la loro unione, come talvolta accade nelle cose della vita: una vita che tuttavia li vedrà per sempre collegati in quanto genitori di Elisa ed Edoardo. E in quanto compagni dell’esistenza di Landknecht.