Che dall’antica Cina siano arrivate tante invenzioni preziose è cosa nota, anche per quanto riguarda il mondo equestre.
Ma è cosa molto recente la scoperta, da parte di alcuni ricercatori cinesi, di antichi documenti sui quali è scritto di materie equestri.
Si tratta di listelli di bambù risalenti al periodo chiamato ‘degli Stati Combattenti’ che copre gli anni dal 475 la 221 a.C., quindi più di 2.000 anni fa: il testo riguarda la valutazione, le cure veterinarie, l’addestramento e la conduzione dei cavalli.
L’annuncio della scoperta è stato dato la settimana scorswa alla Tsinghua University di Pechino.
Shi Xiaoli, professore associato del centro e capofila della ricerca, ha affermato che “…il periodo degli Stati combattenti segnò l’apice della guerra con i carri nell’antica Cina, quando l’equitazione e la conduzione dei carri erano considerate competenze essenziali per i nobili. La pubblicazione di uno dei testi, che descrive in dettaglio come guidare i cavalli, colma una lacuna nella letteratura sulle tecniche equestri del periodo degli Stati combattenti e persino della più ampia storia cinese antica, offrendo un significativo valore documentario per lo studio dell’equitazione antica”.
La scoperta è importante perché riguarda un insieme di 5 testi, attualmente la scoperta più antica in Cina che riguardio un insieme sistematico e coerente di informazioni legate all’equitazione.
In particolare la guida dei cavalli era molto importante perché i carri da guerra erano un’arma potente e fondamentale a quei tempi.
Il direttore del centro di ricerca, Huang Dekuan, ha spiegato che “I cavalli avevano uno status estremamente elevato nell’antichità”, e che i progressi nella domesticazione, nell’allevamento, nella gestione e nella conduzione dei cavalli hanno direttamente potenziato le capacità di trasporto e militari dell’antichità.
Ma anche influenzato gli scambi culturali e lo sviluppo tra le diverse civiltà, testimoniando della forza militare e produttiva di un Paese, del suo sitema politico e della sua cultura.
Dekuan ha poi aggiunto: “Questa collezione appena scoperta riveste un importante valore per la ricerca sulla valutazione equina, sulla storia dell’allevamento del bestiame, sulla zooarcheologia e sulla veterinaria nel periodo degli Stati combattenti”.
Ricordiamo che il più antico trattato equestre scritto arrivato sino a noi è quello di Kikkuli, il maestro dei cavalli mitanno che visse attorno al 1350 a.C.
Inutile dire quanto sarebbe affascinante confrontare i due testi tra loro: aspettiamo la trascrizione di quello cinese con molto interesse!

Fonte della notizia: Italpress.





















