Piacenza è terra di cavalli: Bardigiani, prima di tutto, di cui condividono storia e allevamento con la vicina Parma.
Ma anche dei celebri cavalli del Mochi, che danno il nome alla piazza principale della città: i destrieri dei Farnese, ricchi di crini e potenza, eleganti nel gesto in cui li ha fermati lo scultore toscano tra il 1620 e il 1625.
Ottima quindi la scelta di Banca di Piacenza che per giovedì 22 gennaio, alle ore 18, il PalabancaEventi di via Mazzini ospiterà in Sala Panini una conferenza di Antonio Iommelli, direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese dedicata a: “Il trionfo a cavallo: arte e potere nella statuaria equestre (XV e XVII secolo)”.
Ricordiamo che è in corso sino al 25 gennaio 2026, sempre promossa da BPC, la mostra “Piacenza e i suoi cavalli” dedicata proprio a Francesco Mochi.
Chicca dell’allestimento il ‘Cavallo Pallavicini’, l’opera in bronzo che Francesco Mochi realizzò per far vedere al duca la sua abilità, e convincerlo ad assegnargli la realizzazione dei due monumenti equestri dedicati a Ranuccio e Alessandro Farnese.
Certo che non ci sono più i curricula vitae di una volta…
Qui e qui alcuni nostri articoli sui monumenti equestri che raccotnanto la nostra stria e fanno parte del paesaggio urbano di tante città.
La mostra racconta perché fu decisa la costruzione dei due cavalli a Piacenza e il motivo che portò alla scelta dello scultore toscano. Non solo, la rassegna promuove la conoscenza dell’arte barocca e del contesto storico-artistico di Piacenza nel XVII secolo.
Di grande impatto la “camera delle meraviglie”, circondata da bandiere alte 9 metri raffiguranti alcune sculture del Mochi.
Ingresso libero con prenotazione ([email protected]; 0523 542441; telefonare nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 17).


























