Il ct dell’Italrugby: “Lo sport della mia vita è uno solo, ma il polo è una grande passione”

Il Cittì più vincente del rugby italiano, Gonzalo Quesada, ha un cuore che batte per il suo sport ma anche per il polo che trova davvero affascinante

Bologna, 26 maggio 2024 – Il piede ancora dolorante, i punti tolti appena un giorno prima. L’infortunio non ha fermato Gonzalo Quesada, che per nulla al mondo è voluto mancare alla primissima di Italia Polo Challenge. Il ct della Nazionale Italiana di rugby è l’ultimissimo arrivato di FOPE, la new entry nel circuito di arena polo organizzato in collaborazione con la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), per la quinta volta di fila nel calendario agonistico dello CSIO di Piazza di Siena. Per lui, che vive il polo fin da bambino, anche la tre giorni di partite a Roma diventa imperdibile: “Sono scivolato e mi sono tagliato su un piede. Ho avuto i punti per dieci giorni, non potevo mettere il piede a terra. Mi sono fatto togliere i punti ieri, non volevo mancare alla mia prima partita di Italia Polo Challenge. Era la mia prima opportunità di giocare a polo dopo tanti mesi. I miei amici, Patricio Rattagan e Stefano Giansanti (rispettivamente ideatore di Italia Polo Challenge e capitano della Nazionale italiana, ndr) mi hanno invitato a giocare con loro. Ne ho approfittato ed è stato bellissimo”.

Ma come si è avvicinato Quesada alla competizione in corso in questi giorni a Roma? “Ho alcuni amici in comune con Giansanti. Ci hanno messi in contatto appena sono arrivato in Italia. Un giorno mi sono accorto che il Roma Polo Club era di fronte al nostro centro. Allora ho scritto a Stefano (presidente del Club, ndr): ‘Senti, siamo qui con la Nazionale, se vuoi vengo a bere un caffè’. Alla fine abbiamo finito per pranzare insieme. Pochi giorni dopo ho avuto un’idea: ‘Stefano, e se facessimo un Asado con tutta la squadra da te?’. Ho portato la Nazionale al Polo Club e abbiamo mangiato tutti insieme”

Il polo, come il rugby, è una questione di famiglia per Quesada: “Mio padre giocava a polo. Avevamo un terreno di famiglia dove giocavamo da piccoli”. Con il salto nel rugby professionistico, il rapporto con il polo si interrompe: “Ma appena ho smesso di giocare a rugby ho ricominciato”. Una vita tra due discipline, anche se ci tiene a precisare: “Lo sport della mia vita è il rugby. Il polo è una passione parallela, mi piace tantissimo ed è un motivo in più per passare del tempo con i miei amici”.

Gli sport seguiti, invece, sono molti di più: “Mi piace il calcio. Appena arrivato a Milano ho conosciuto Javier Zanetti. Mi ha invitato a cena al suo ristorante, poi alla sede dell’Inter dove mi hanno regalato una maglia. Ho visto anche il Bologna, e mi piacerebbe andare a vedere i playoff di basket. In passato ho seguito molto anche lo sci”.

L’impatto di Quesada nell’Italrugby è stato di quelli da ricordare. Arrivato a novembre, in pochi mesi ha portato la Nazionale a disputare il miglior Sei Nazioni di sempre: tre risultati utili in cinque partite, due vittorie consecutive contro Scozia e Galles a chiudere un cammino storico: “Ho cercato di capire subito la mentalità di questa Nazionale, e ho trovato persone preparatissime che lavoravano già molto bene. Sono fortunato ad avere un gruppo di grandissimi giocatori e leader. Obiettivi per il futuro? I risultati sono la cosa a cui puntiamo, ma per raggiungerli bisogna partire da tutti gli altri aspetti. E’ vero che siamo migliorati molto, ma ancora abbiamo tanti settori in cui migliorare nel gioco. Il nostro focus sarà su migliorare in tutte queste cose, poi i risultati arriveranno, anche se sarà difficile confermare quanto abbiamo già fatto”

L’appuntamento di Italia Polo Challenge a Piazza di Siena non sarà l’ultimo per Quesada, almeno questo è l’obiettivo del ct argentino: “Nel weekend sono sempre molto impegnato, ma se nella prossima tappa sarà un weekend come questo, se mi invitano sarò sempre disponibile. E’ veramente una passione”.