ico facebook ico inst ico youtube icon linkedin icon whatsapp
No Result
View All Result
  • Accedi

Nessun prodotto nel carrello.

direttore
Un anno per il Cavallodi Corrado Piffanelli
Cavallo Magazine
Cover CM434 febbraio 2026
Abbonamento annuale carta e digitale 1 Anno a € 25,00
  • EVENTI
    • Fieracavalli
    • Olimpiadi
    • Paralimpiadi
    • Ponyadi
    • Piazza di Siena
  • SPORT
    • Salto ostacoli
    • Completo
    • Dressage
    • Attacchi
    • Endurance
    • Reining
    • Volteggio
    • Polo
    • Horseball
    • Monta da lavoro
    • Equitazione paralimpica
    • Western
    • Al Quirinale il Cambio della Guardia Solenne Reggimento Corazzieri 1 1024x683 1 Domani alle ore 16, a Roma, in piazza del Quirinale, uomini, cavalli e storia si incontrano per una celebrazione istituzionale di estremo valore: la proclamazione del Regno d’Italia
    • Erika e Camillo: quando il cavallo insegna ad ascoltare davvero WhatsApp Image 2026 03 13 at 16.53.57 1 Dopo un incidente che l’ha costretta sulla sedia a rotelle, Erika ha imparato a leggere il mondo in modo diverso. L’incontro con Camillo, durante una seduta con i cavalli guidata da Milena, diventa l’occasione per scoprire una relazione fatta di presenza, rispetto e ascolto reciproco.
    • Salto ostacoli
    • Completo
    • Dressage
    • Attacchi
    • Endurance
    • Reining
    • Volteggio
    • Polo
    • Horseball
    • Monta da lavoro
    • Equitazione paralimpica
    • Western
  • IPPICA
  • TURISMO
  • CULTURA
    • Podcast
  • PEOPLE
    • Dal Web e TV
    • Moda & Tendenze
    • Tech
  • JUNIOR
  • CRONACA
  • BENESSERE
    • Ippoterapia
    • Fitness
    • Riabilitazione Equestre
  • SHOP
  • EVENTI
    • Fieracavalli
    • Olimpiadi
    • Paralimpiadi
    • Ponyadi
    • Piazza di Siena
  • SPORT
    • Salto ostacoli
    • Completo
    • Dressage
    • Attacchi
    • Endurance
    • Reining
    • Volteggio
    • Polo
    • Horseball
    • Monta da lavoro
    • Equitazione paralimpica
    • Western
    • Al Quirinale il Cambio della Guardia Solenne Reggimento Corazzieri 1 1024x683 1 Domani alle ore 16, a Roma, in piazza del Quirinale, uomini, cavalli e storia si incontrano per una celebrazione istituzionale di estremo valore: la proclamazione del Regno d’Italia
    • Erika e Camillo: quando il cavallo insegna ad ascoltare davvero WhatsApp Image 2026 03 13 at 16.53.57 1 Dopo un incidente che l’ha costretta sulla sedia a rotelle, Erika ha imparato a leggere il mondo in modo diverso. L’incontro con Camillo, durante una seduta con i cavalli guidata da Milena, diventa l’occasione per scoprire una relazione fatta di presenza, rispetto e ascolto reciproco.
    • Salto ostacoli
    • Completo
    • Dressage
    • Attacchi
    • Endurance
    • Reining
    • Volteggio
    • Polo
    • Horseball
    • Monta da lavoro
    • Equitazione paralimpica
    • Western
  • IPPICA
  • TURISMO
  • CULTURA
    • Podcast
  • PEOPLE
    • Dal Web e TV
    • Moda & Tendenze
    • Tech
  • JUNIOR
  • CRONACA
  • BENESSERE
    • Ippoterapia
    • Fitness
    • Riabilitazione Equestre
  • SHOP
Cavallo Magazine
No Result
View All Result

Home | Sport | Salto ostacoli | Graziano Mancinelli, il padrone della vittoria

Graziano Mancinelli, il padrone della vittoria

La bocca e il collo di Ursus e il galoppo del suo treno anteriore fanno sembrare il cavallo una specie di forza della natura pronta a sbranare qualsiasi cosa gli si pari davanti. Non è più tecnica, non è più equitazione: è lo spettacolo della vita…

22 Giugno 2020
di Umberto Martuscelli

Padova, venerdì 9 marzo 2018 – Nicola e io eravamo appoggiati con le braccia alla staccionata. Stavamo guardando la gara da lì, per essere il più possibile vicino al luogo dell’azione. A un certo punto Fausto Tavazzani si muove dal centro del campo ostacoli e cammina proprio verso di noi. Dice: «Ragazzi, che ne dite di venire a darci una mano?».

Nicola e io istintivamente ci voltiamo per vedere chi fossero le persone dietro di noi alle quali si stava rivolgendo Fausto Tavazzani.

«Dico a voi due, eh?», dice Fausto con quella sua aria serafica e ironica indicandoci con il dito. Nicola e io guardiamo nuovamente verso di lui con l’espressione stupita: noi… ?

«Dai, venite dentro a tirar su un po’ di barriere, se non avete di meglio da fare».

Santo cielo… Fausto Tavazzani stava chiamando proprio noi due! Per entrare in campo. Per superare quel confine minimo eppure fino a quel momento per noi del tutto invalicabile che delineava con precisione due zone e quindi due mondi: di qua il pubblico, gli spettatori, quelli che guardano; di là i cavalieri, i cavalli, quelli che fanno. Ma non cavalli e cavalieri qualsiasi, no: questo è un nazionale Formula 3, al Circolo Ippico Monzese di Villasanta, ci sono tutti i migliori cavalieri italiani, Piazza di Siena è all’orizzonte… Non avremmo mai nemmeno lontanamente immaginato che Fausto Tavazzani avrebbe potuto farci quella richiesta: era semplicemente una cosa non prevista e men che meno prevedibile dai fatti della nostra vita di quel momento.

Un’emozione pazzesca. Entriamo in campo: ci pareva che non potesse esistere niente di meglio. Eravamo non più spettatori, bensì attori. Dentro, e non più fuori. Il campo ostacoli di un concorso come quello era il tempio: il luogo per gli eletti, il luogo per i grandi, il luogo del rito. Non si poteva entrare in campo – dunque nel tempio – se non si apparteneva in qualche modo a quel mondo: al tempio.

Fausto Tavazzani lo conoscevamo di fama. Il suo era un cognome pieno di significati: l’allevamento del Lasco, ovviamente. Ma anche il ruolo di direttore di campo di concorsi importanti. Come quello che si stava svolgendo lì, al Circolo Ippico Monzese. Fausto Tavazzani non era più un cavaliere, in quel momento: i cavalli dell’allevamento li montavano suo fratello minore Aldo e il giovane Antonio Piovan. Sapevo che il padre dei fratelli Tavazzani si chiamava Attilio. Anzi, per la precisione: commendator Attilio.

«Uno va nella parte di là, l’altro sta nella parte di qua. Occhio al percorso, mi raccomando. Seguite sempre il cavallo con lo sguardo, e non muovetevi se non per andare a tirar su le barriere quando il cavallo è lontano da lì, ok?».

Certo, ok. Figuriamoci. Nicola di là, io di qua. Insieme a qualche altro uomo di campo. Il tempo non è bellissimo, ma se anche dovesse piovere… nessun problema, figuriamoci. Siamo lì. Siamo dentro. Sentiamo i rumori come è impossibile sentirli da fuori. Vediamo il movimento come è impossibile vederlo da fuori. Mi rendo conto che aver visto i cavalli e i cavalieri in gara da fuori – questi cavalli e questi cavalieri: ovvio – è come aver ammirato pesci stupendi dentro un acquario: adesso invece l’acqua la sento sulla mia pelle…

Naturalmente arriva anche il momento. Quel momento. Io sento il fiato fermarsi in gola e il cuore accelerare: dal cancello di ingresso del campo entra Graziano Mancinelli. Io mi paralizzo. Mi irrigidisco vicino al piliere dell’ostacolo chiuso dove avevo il mio punto di partenza. Graziano Mancinelli… Il campione. La divinità. Il cavaliere dei miei sogni. Il cavaliere dei sogni di tutti. Graziano Mancinelli entra su Ursus del Lasco. Io lo guardo sentendo dentro di me qualcosa che si agita dal profondo fino in superficie. Assistere all’immancabile liturgia che Graziano Mancinelli celebra all’inizio di ogni percorso – qualsiasi percorso – mi fa capire che ciò a cui sto assistendo è vero. Ecco: Graziano Mancinelli ferma Ursus del Lasco al centro del campo. Si aggiusta lo staffile. Poi porta la mano dietro la schiena e sistema le code della giacca. Quei gesti… quei gesti scaramantici ripetuti precisamente ed esattamente ogni volta, quei gesti ai quali io avevo assistito chissà quante volte: ma davanti a uno schermo televisivo. Adesso invece lui è qui, a pochi metri da me. Sì, il rito di Graziano Mancinelli. E adesso io lo sto vedendo con i miei occhi, lì, davanti a me. Lui è Graziano Mancinelli.

Guardo i particolari. Capezzina incrociata. Filetto ad anelli. Redini con il rivestimento di gomma. Graziano Mancinelli tiene il frustino in mano un po’ più in basso rispetto alla zona dell’impugnatura. Ha i guanti. La mano è uno spettacolo: perfino adesso, perfino prima che inizi il tutto.

Fausto Tavazzani dice: «Graziano, guarda che devi darti da fare se la vuoi vincere… ».

Io sono annichilito: il tono di scherzosa confidenza usato da Tavazzani nei confronti di Mancinelli proprio poco prima che prenda avvio il percorso mi fa pensare a qualcosa per pochi eletti, per iniziati.

Graziano Mancinelli mantenendo un’espressione impassibile dice: «Ci proviamo Fausto». Io sono lì a qualche metro: e sento Graziano Mancinelli dire queste parole. Sono inchiodato al piliere.

Il rito di Graziano Mancinelli: staffile, code della giacca, sguardo circolare intorno a sé con aria fredda e dominatrice. E poi inizia qualcosa che non ha eguali al mondo. Vedere Graziano Mancinelli prendere il galoppo con Ursus del Lasco per andare a tagliare la linea di partenza di una gara a tempo è uno spettacolo che va al di là di concetti quali tecnica e agonismo: è piuttosto qualcosa che prende lo stomaco, qualcosa che eccita l’animo e il pensiero come poche altre cose nella vita. Ursus sembra un leone: galoppa con una marcata oscillazione del corpo, quando il posteriore carica la spinta in avanti sembra quasi che il cavallo con il treno anteriore voglia aggredire qualunque cosa gli si pari di fronte, con il corto collo rilevato e il mento quasi appoggiato alla gola. Graziano Mancinelli lo spinge a un ritmo serrato e nello stesso tempo lo controlla con una mano morbida ma autorevole. È questo lo spettacolo: l’incollatura si flette a ogni falcata con un’elasticità assoluta, non c’è mai un solo istante di resistenza alla mano, Mancinelli contiene e Ursus si raccoglie, Mancinelli manda in avanti e Ursus si distende, l’incollatura di Ursus sembra un magma pastoso ed elastico compreso tra il filetto e la mano del cavaliere, è uno spettacolo emozionante… Graziano Mancinelli parte puntando il primo ostacolo come se fosse un siluro sparato contro la fiancata della nave nemica, Ursus si lancia in avanti a ondate abbrancando l’aria davanti a sé e roteando le orecchie e soffiando… Ursus del Lasco non è certamente il più grande dei cavalli della storia di Graziano Mancinelli: ma sotto la sella di Graziano Mancinelli è diventato quello che non sarebbe mai stato sotto la sella di chiunque altro. Ursus del Lasco ha permesso a Graziano Mancinelli di esaltare oltre ogni limite la sua grandiosità di cavaliere. Io lo guardo saltare: penso a Rockette, Elke, The Rock, Turvey, Water Surfer, Doneraile, Ambassador, Fidux, Bel Oiseau, Lydican, La Bella… sono tutti lì, adesso, dentro quel cavallo e quel cavaliere che mi stanno dando l’indicibile emozione di assistere a uno spettacolo senza eguali.

La mano del cavaliere e la bocca del cavallo. È questo lo spettacolo eccitante. Graziano Mancinelli non ha mai la mano serrata, anzi, il mignolo dà l’idea di non dover esercitare alcuna forza nella presa sulla redine con l’anulare. Quella è come se fosse una forbice sempre un po’ aperta. Però ogni volta che Graziano Mancinelli fa un’azione con la mano la bocca e l’incollatura di Ursus rispondono immediatamente. Sì, certo, quella è solo l’evidenza terminale di qualcosa di molto complesso che c’è prima e che c’è dietro: ma è un’evidenza entusiasmante, che dà i brividi. La bocca di Ursus è schiumosa e malleabile, in continuo movimento e masticazione del filetto, unita alla mano del suo cavaliere grazie a una tensione delle redini che è costantemente elastica e con l’incollatura che nonostante il galoppo e l’andatura e lo sforzo è come una fisarmonica inesauribile. Il dialogo tra Graziano e Ursus – quindi tra mano e bocca – è continuo, fitto, serrato, senza pause… La bocca e il collo di Ursus e il galoppo ‘rampante’ del suo treno anteriore fanno sembrare il cavallo una specie di forza della natura pronta a sbranare qualsiasi cosa gli si pari davanti. Non è più tecnica, non è più equitazione: è lo spettacolo della vita. Mancinelli e Ursus sono un’onda travolgente. Non sono un cavallo e un cavaliere: sono un fenomeno della natura inarrestabile e incontenibile.

Quando l’onda si placa e l’ultimo ostacolo è ormai alle spalle, Graziano Mancinelli finalmente si rilassa e con lui si rilassa anche Ursus che stende il collo in avanti, soffiando e scuotendo la testa.

Vittoria, certo, ovvio. Ma non è la vittoria ciò che continua a impedirmi di respirare. Il fiato mi manca perché quella è una forza che si insinua dentro lo sguardo e dentro il cuore e dentro la mente di chiunque stia a guardare: e se ne impossessa. Una forza che è entrata dentro di me e mi ha fatto sentire tutto. Una forza che ha prosciugato le mie energie fino all’ultima stilla. Le vittorie di Graziano Mancinelli – e dunque anche questa vittoria – non sono semplici vittorie: sono tutte rivalse contro il fato, sono tutte affermazioni del valore di un uomo che è diventato campione immenso a dispetto di ciò che il destino sembrava avergli riservato… anche se questo io lo avrei capito dopo, molto dopo. Dentro tutte le vittorie di Graziano Mancinelli c’è uno sforzo, una tensione, una complessità, una potenza che le rendono completamente diverse dalle vittorie di qualunque altro cavaliere. Non sono primi posti conquistati al termine di una gara: sono pezzi di vita che si aggiungono uno sull’altro per dare la dimensione del tutto.

La gara finisce. Fausto Tavazzani si rimette al lavoro per preparare il percorso della categoria successiva insieme agli altri uomini di campo. Nicola e io andiamo da lui per sapere il da farsi. Fausto ci dice: «Bravi ragazzi, avete lavorato bene. Andate pure a riposarvi se volete». No, non vogliamo. Vogliamo rimanere qui dentro, dentro questo campo: quando rientrerà Graziano Mancinelli noi vogliamo essere qui. Dentro, non fuori. Non vogliamo uscire mai più. La nostra vita sarà sempre e per sempre dentro il campo ostacoli in cui Graziano Mancinelli ci ha fatto respirare quell’ebbrezza. Spiegandoci il senso delle cose.

Tags: graziano mancinelli salto ostacoli ursus del lasco
Articolo Precedente

Rolex Grand Slam of show jumping launches poignant new ad campaign

Prossimo Articolo

Toscana Tour 2018: ad Arezzo i big del Salto Ostacoli mondiale

Della stessa categoria ...

Rodrigo Pessoa e la banconota che vinse tre Olimpiadi
Salto ostacoli

Rodrigo Pessoa e la banconota che vinse tre Olimpiadi

16 Marzo 2026

Il cavaliere brasiliano racconta un aneddoto sulla sua vittoria ai Giochi di Atene 2004

di Chiara Balzarini
Gorla: solo stranieri ma vince Emiliano Liberati!
Salto ostacoli

Gorla: solo stranieri ma vince Emiliano Liberati!

16 Marzo 2026

Il Gran Premio dello Csi a tre stelle all’Equieffe Equestrian Centre su cinquantun partenti ha visto in gara solo sette...

di Umberto Martuscelli
Scuderia La Caccia: trionfa Piergiorgio Bucci
Salto ostacoli

Scuderia La Caccia: trionfa Piergiorgio Bucci

15 Marzo 2026

Il campione azzurro in sella a Pallieter van de N.Ranch ha vinto oggi il Gran Premio del primo Csi a...

di Umberto Martuscelli
Dutch Masters: il Gran Premio Rolex è di Richard Vogel
Salto ostacoli

Dutch Masters: il Gran Premio Rolex è di Richard Vogel

15 Marzo 2026

Il campione d’Europa in carica in sella al suo formidabile United Touch ha conquistato oggi la vittoria che lo rende...

di Umberto Martuscelli
Fei Jumping Nation Cup Youth: i numeri di Busto Arsizio
Salto ostacoli

Davide Appiani vince a Busto Arsizio

15 Marzo 2026

Un ottimo finesettimana all’Etrea Sport Horses: vincono Appiani, Barea e Piccino

di Chiara Balzarini
Cervia: inizia l’Adriatic Tour
Salto ostacoli

Test Event: trionfano Sanna, Spano, Gaudiano e Campanella

15 Marzo 2026

I migliori giovani binomi sono scesi in campo nello storico centro romagnolo per decidere le sorti della stagione 2026

di Chiara Balzarini
Prossimo Articolo
I Podcast di Cavallo Magazine

I Podcast di Cavallo Magazine

Articoli correlati

No related photos.

In evidenza

Al Quirinale il Cambio della Guardia Solenne

Al Quirinale il Cambio della Guardia Solenne

16 Marzo 2026
Erika e Camillo: quando il cavallo insegna ad ascoltare davvero

Erika e Camillo: quando il cavallo insegna ad ascoltare davvero

16 Marzo 2026
Rodrigo Pessoa e la banconota che vinse tre Olimpiadi

Rodrigo Pessoa e la banconota che vinse tre Olimpiadi

16 Marzo 2026
Fermo, litigio per spari troppo vicini ai cavalli finisce in tragedia

Fermo, litigio per spari troppo vicini ai cavalli finisce in tragedia

16 Marzo 2026
ico facebook ico inst ico youtube icon linkedin icon whatsapp
Categorie
  • EVENTI
  • SPORT
  • IPPICA
  • TURISMO
  • CULTURA
  • PEOPLE
  • JUNIOR
  • BENESSERE
  • IN EVIDENZA
  • EDITORIALE
  • SHOP
Contatti
REDAZIONE
[email protected]

ABBONAMENTI
[email protected]

PUBBLICITÀ
[email protected]
KEEP IN TOUCH

Iscriviti alla newsletter di Cavallo Magazine per rimanere aggiornato sulle ultime novità dal mondo equestre

quotidianonazionale
restocarlino
lanazione
ilgiorno
luce
© 2025 All right reserved MONRIF NET S.r.l. – P.Iva 12741650159 – Dichiarazione di accessibilità

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • EVENTI
    • Fieracavalli
    • Olimpiadi
    • Paralimpiadi
    • Ponyadi
    • Piazza di Siena
  • SPORT
    • Salto ostacoli
    • Completo
    • Dressage
    • Attacchi
    • Endurance
    • Reining
    • Volteggio
    • Polo
    • Horseball
    • Monta da lavoro
    • Equitazione paralimpica
    • Western
  • IPPICA
  • TURISMO
  • CULTURA
    • Podcast
  • PEOPLE
    • Dal Web e TV
    • Moda & Tendenze
    • Tech
  • JUNIOR
  • CRONACA
  • BENESSERE
    • Ippoterapia
    • Fitness
    • Riabilitazione Equestre
  • SHOP