Italia: salto ostacoli e numeri

La recente pubblicazione del Fei Annual Report fa nascere inevitabilmente alcune considerazioni relative alla realtà italiana in comparazione a quella di altri Paesi

(ph. UM)

Bologna, martedì 18 giugno 2024 – «Non credo nelle statistiche: nel 94.5 per cento dei casi sono sbagliate»: è una delle tante geniali e fulminanti battute di Woody Allen.

Tuttavia se a rendere pubblica una statistica relativa allo sport equestre è la Fei, beh… dobbiamo per forza crederla attendibile: viceversa potremmo anche pensare che la terra sia piatta.

Ebbene, di recente la Federazione Equestre Internazionale ha pubblicato il Fei Annual Report, un documento molto interessante che racchiude dati, statistiche e considerazioni riferite alla stagione agonistica conclusa, cioè il 2023.

Navigando all’interno di questa enorme massa di informazioni l’occhio è caduto su un aspetto in particolare, relativo alla disciplina del salto ostacoli, e nello specifico su tre ‘classifiche’ di cui vengono messi in evidenza i primi tre posti con una grafica che attribuisce la medaglia d’oro, d’argento e di bronzo.

Le classifiche sono tre: numero di eventi organizzati (ovviamente internazionali), numero di atleti registrati, numero di cavalli registrati. Le prime tre posizioni ci dicono cose molto interessanti…

Al primo posto nella classifica per numero di eventi internazionali registrati troviamo la Francia con 262, al secondo l’Italia con 202, al terzo il Belgio con 175.

Al primo posto nella classifica per numero di atleti registrati troviamo ancora una volta la Francia con 4.084, al secondo ancora una volta l’Italia con 2.526, al terzo la Germania con 1.912.

Al primo posto nella classifica per numero di cavalli registrati sempre la Francia con 8.860, al secondo la Germania con 6.151, al terzo il Belgio con 4.914.

Bene. Mentre è ovvio che per noi italiani l’attenzione di primo acchito cada su quella doppia medaglia d’argento (eventi e atleti), e che in seconda battuta non si può non rimanere colpiti dalle eccellenze della Francia, il dato in realtà più significativo è quello relativo alla Germania: 1.912 cavalieri a fronte di… 6.151 cavalli… ! Cioè a dire 3,21 cavalli a cavaliere (2,18 per la Francia).

E i cavalli dell’Italia? In teoria non importerebbe, ai fini della valutazione complessiva della faccenda. Quello che importa, il dato che evidenzia una realtà talmente eloquente da non aver bisogno di troppe parole per illustrarla, è che con un numero di cavalieri registrati in salto ostacoli perfino superiore a quello della Germania noi abbiamo un parco cavalli evidentemente inferiore per quantità non solo a quello di cui dispongono i tedeschi ma anche a quello dei belgi… Nella pratica possiamo anche considerarlo, questo dato: 3.743 cavalli registrati in Fei dalla Fise. Pari a 1,48 cavalli a cavaliere.

Più di mille considerazioni, discussioni, analisi e valutazioni, questa statistica spiega se non tutto di certo molto. L’Italia del salto ostacoli si conferma ai massimi livelli di eccellenza nel mondo sotto il profilo della capacità e della forza organizzativa di manifestazioni agonistiche (i numeri della Fei in questo caso parlano di quantità e non di qualità: ma che la nostra qualità sia di altissimo livello è un dato di fatto indiscutibile e confermato dalla realtà).

L’Italia si conferma anche in grado di produrre eccellenza alla voce atleti: al di là del fatto che tutti noi siamo sempre stati molto ben consapevoli del valore dei nostri cavalieri di più alto livello, la statistica della Fei parla indistintamente di numero di atleti registrati per le competizioni di livello internazionale.

Rimane quel terzo dato: il cavaliere italiano di livello internazionale si trova a competere disponendo di meno di un cavallo e mezzo, contro i 3,21 cavalli per il cavaliere tedesco e 2,18 per il cavaliere francese. A meno che non la si voglia pensare come Woody Allen, questa statistica non necessita di ulteriori commenti.